MURICINARI JAZZI – Dry Wall Building


MURICINARI
Rigenerazione rurale con l’arte.
Camerota (Italia)
Un progetto realizzato da Andreco in collaborazione con De Gayardon Bureu e l’ing. Paride Piccinini

Muricinari – Vinci il 1° PREMIO al Concorso Internazionale di Architettura del Paesaggio Jazzi

Muricinari è stata selezionata per la mostra “Arcipelago Italia. Progetti per il futuro dei territori interni del Paese” a cura di Mario Cucinella per il Padiglione Italia 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (26 maggio – 25 novembre 2018) promossa da “Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane, MiBACT”

 

A partire dalle caratteristiche geologiche, culturali e storiche del sito, il progetto mira a creare una rete delle energie e delle economie locali, al fine di favorire nuova attrazione. La nuova sostenibilità economica, ambientale e sociale innesca un sistema virtuoso di attività produttive, ricettive e di intrattenimento, attraverso l’aiuto reciproco tra attori già presenti e altri che ne sono attratti. Nuove iniziative creano nuovi posti di lavoro, legando il mondo dell’associazionismo culturale con l’agricoltura, con i piccoli imprenditori artigiani e la manodopera locale. È rigenerazione (produzione di valore) su scala regionale.

Muricinari

Produttori di muretti a secco che conservano la tecnica poligonale italiana, di cui si ha traccia nelle rovine pre-greche di diversi siti archeologici del Cilento. Diverse tipologie di rocce vengono tagliate a mano per il contenimento: si tratta dei “muricini”, muretti a secco eretti al confine delle case coloniche, ancora oggi visibili.

L’arte di costruire muri

I costruttori del muro a secco sui terreni del crinale appenninico campano, sono detti “muricinari”, da cui anche il nome di Jazzo Murici. La diffusione uniforme delle rocce calcaree rende molto difficile la coltivazione delle colture: già in epoca greca i campi venivano bonificati e, con le rocce raccolte, furono eretti muretti a secco in pietra. Il progetto si ispira a questo territorio geologico, culturale e storico: una nuova “arte di murare” fa rivivere i Jazzi.

La rimozione delle pietre crea aree fertili, per ospitare colture tradizionali o sperimentare nuove colture, in relazione ad attività didattiche e turistiche.

I muri a secco sono permeabili; insieme a piantumazioni appropriate possono contribuire all’irreggimentazione e alla raccolta dell’acqua piovana per uso agricolo.

I rigenerati Jazzi introducono nuove attività sul territorio, alimentando le risorse turistiche, didattiche e di ricerca sul tema della sostenibilità ambientale.

Lo spirito del progetto è quello di integrare tradizione rurale, cultura, innovazione, sport e arte ambientale, in un approccio multidisciplinare. Questo approccio sarà sostenibile sotto ogni punto di vista, focalizzato sulla produzione di energia e sulla riqualificazione economica, in primo luogo, ma anche finalizzato alla rigenerazione culturale e sociale. Il progetto avrà un forte legame con le economie locali in particolare quelle legate all’agricoltura e all’artigianato: a Jazzi si venderanno prodotti locali, ottenuti nei campi bonificati dalle pietre. Lungo la rete di sentieri che collega i quattro Jazzi sarà realizzato un parco di sculture site specific: opere d’arte realizzate solo con elementi naturali. Attraverso un invito aperto annuale per artisti locali e internazionali, nuove sculture saranno presentate in un evento annuale dedicato. I Jazzi si rigenerano coniugando le più innovative tecniche di architettura sostenibile con le tecniche tradizionali; diventano spazi multifunzionali che possono essere sia mete turistiche che ospitare residenze artistiche o corsi di formazione per giovani e adulti.


BIO: ANDRECO + DE GAYARDON BUREAU + PARIDE PICCININI

Andreco unisce una formazione scientifica, dottorato in Ingegneria Ambientale, collaborazioni con Università di Bologna e Columbia University di NYC sulla gestione sostenibile delle risorse in diverse condizioni climatiche, con un percorso che investiga i rapporti tra spazio urbano e paesaggio naturale, tra uomo e ambiente , realizzando progetti che vanno a comporre un’unica ricerca multidisciplinare. De Gayardon Bureau (Sara Angelini, Alessio Valmori, Dania Marzo) interpreta il progetto come opera aperta e collettiva: un processo di continua esportazione, contaminazione e intensificazione che vede nello spazio pubblico il principale luogo di ricerca. Paride Piccinini è laureato in Ingegneria Edile – Architettura del Paesaggio e titolare di un Master in Interior Design presso NABA di Milano. Coniuga l’attività di progettista e project manager con l’insegnamento universitario. Dal 2009 Andreco, de Gayardon Bureau e Paride Piccinini collaborano a progetti e concorsi di architettura e paesaggio.

Dettaglio

architectural project

Anno

2016

Location

Camerota (SA)