ph: Gloria Romanovich Pasotti                                       Ph: Gloria Romanovich     

SEMPLIFICAZIONE DI UN EQUIPAGGIAMENTO INTERNO ED ESTERNO
un progetto in collaborazione con Andreco, a cura di In Fact and In Fiction.

28 aprile - 1 giugno 2017
opening giovedì 1 giugno 2017, ore 16 lungo il muro di via Luzzago, e a seguire presso Ist. Vittoria Razzetti, via Milano 30, Brescia.
giovedì 1 giugno 2017, ore 20 closing event Andreco Solo Show con la performance sonora di Novo Line (US/Berlin) e di Francesco Fonassi (ITA). Spazio Contemporanea, Corsetto S. Agata 22, Brescia.

L'associazione culturale In Fact and In Fiction invita, nel mese di maggio 2017, Andreco ad elaborare un progetto di arte urbana che include un percorso laboratoriale, rivolto ai ragazzi dei centri di aggregazione giovanile Istituto Vittoria Razzetti Onlus, Carmen Street e del CFP Educo e la realizzazione di un dipinto murale, all’interno del quartiere popolare Porta Milano.

Andreco, ingegnere ambientale ed artista, che basa la sua ricerca sul rapporto tra spazio urbano e paesaggio naturale, si muove tra l’arte pubblica, la performance e il disegno, sviluppando un’estetica caratterizzata da simboli e figure iconiche, al cui interno la natura e le sue trasformazioni diventano l’opera stessa.

Il progetto si compone di una serie di incontri laboratoriali rivolti ai ragazzi, condotti dall’associazione In Fact and In Fiction, con l’intervento di Andreco, incentrati attorno al tema del viaggio, trait d’union che collega le diverse provenienze dei partecipanti.

Prendendo ispirazione dall’itinerario fantastico e metafisico, Il monte analogo di René Daumal, si viene costruendo una traccia di connessione tra i vari elementi del progetto: l'dea di viaggio interiore ed esteriore,

la riflessione sui suoi segni, il disegno iconico e l'immaginario simbolico ed essenziale che caratterizza l'estetica dell'artista.

Tale ciclo di laboratori vede come esito finale la creazione, all’interno dell’Istituto Razzetti, di un wall drawing collettivo, progettato ed eseguito dai ragazzi.

Nel disegno realizzato scorre la “silhouette” di un territorio fantastico, senza interruzioni di frontiere e stati, ma che muta nella sua conformazione idrografica e geomorfologica. Nei cieli che sovrastano questo paesaggio si alternano, fluttuanti a mezza altezza le icone disegnate dai ragazzi, che ricordano i loro viaggi.

Il risultato è la rappresentazione di un itinerario, che dalle montagne arriva al mare, percorrendo un luogo astratto, una “psico-mappa”, che non si trova negli atlanti di geografia politica ma solo nell’immaginario di chi ha partecipato.

Parallelamente l'artista realizza un dipinto murale, lungo il muro di via Luzzago (Brescia), che trae ispirazione dalle ricerche scientifiche contemporanee nell'ambito delle tecniche di phyto remediation, la depurazione dei terreni inquinati tramite l'utilizzo di alcuni elementi naturali.

Il luogo in cui il muro è situato all’interno del quartiere Porta Milano, storico crocevia della città, diventa nei primi del Novecento cuore industriale cittadino e di conseguenza zona di abitazioni operaie. La storia di questo quartiere, in particolare a causa dello stabilimento chimico Caffaro, è stata segnata da gravi problemi di inquinamento che hanno interessato anche altre aree urbane, trasformando Brescia in uno dei siti industriali più inquinati di Italia. Ad oggi, dismesse le fabbriche, Porta Milano rimane un quartiere popolare e fortemente multiculturale.

La parete che ospita Phyto-remediation, l’intervento dell’artista, è parte del muro di cinta dell’Istituto Razzetti, che proprio dietro di sé racchiude un terreno contaminato da elementi come diossine e pcb, interdetto all’accesso di chi frequenta la struttura e per cui è prevista una futura opera di bonifica.

"Osservando il muro in mattoncini rossi si nota immediatamente quello che c’è dietro, grandi alberi che lo sovrastano per quattro volte la sua altezza. Quello che spesso mi colpisce di un luogo sono gli elementi della natura. Basta guardare in alto, cambiando la traiettoria visiva, inclinare il punto di vista di qualche grado, per accorgersi di tanta bellezza.

Da due punti di vista, segnalati e posizionati all’inizio e alla fine del muro, come due fuochi di un’ellisse, si possono vedere gli alberi dipinti nella posizione di esatta continuità rispetto agli alberi veri retrostanti.

L’effetto cercato è che l’albero dipinto prosegua sull’albero vero, la sensazione è quella di abbattere il muro, o per lo meno di renderlo invisibile. Gli alberi (veri) sono i protagonisti di questo wall drawing, come spesso accade nei miei lavori realizzati seguendo il metodo che ho chiamato “Nature as Art” , dove l’intervento artistico cerca di mettere in luce un elemento naturale ed un processo di trasformazione della materia.

Oltre agli alberi si nota sul muro lo sviluppo di alcune forme da sinistra a destra, accompagnate da formule chimiche. Le forme subiscono una trasformazione immaginifica che trae ispirazione da alcuni studi scientifici legati al “caso Bresciano”, un caso emblematico di inquinamento ambientale.

Infatti una vasta area all’interno della città di Brescia è molto inquinata, al punto di essere stata nominata Sito d’interesse Nazionale. Nel terreno sono state trovate alte concentrazioni di sostanze organiche nocive come la Diossina, i Fenoli ed i PCB e i metalli pesanti: Arsenico, Cromo, Piombo e Mercurio. A risultare inquinate sono anche le acque superficiali e le falde sotterranee. L’origine della contaminazione è attribuita principalmente all’azienda Caffaro, che per oltre un cinquantennio, dagli anni trenta fino ai primi anni ottanta del secolo scorso, ha prodotto vari composti clorurati tra i quali appunto i bifenili policlorurati universalmente noti come PCB.7

I PCB, (formula bruta C12H10-xClx.) sono inquinanti organici, composti molto stabili (e difficili da trattare), concepiti in laboratorio dalla società Monsanto che poi, una volta che era stata dimostrata
la sua pericolosità, ha dovuto ritirarli dal mercato.

Il fatto che la zona sia molto inquinata a causa della Caffaro e di altre industrie del territorio, è ormai noto e descritto molto bene da studi come quello condotto da Marino Ruzzenenti, esperto della storia industriale della città. Molti articoli anche recenti hanno parlato di questo caso ambientale come quelli della rivista Internazionale, di Vice Magazine, della rivista Gaia che parla anche del comitato cittadino Basta Veleni e da anche inchieste televisive. Il tasso di inquinanti in alcune aree è così alto che è stata vietato di camminare sull’erba, alcuni campi e giardini cittadini sono interdetti per ragioni sanitarie, anche all’interno di istituti scolastici, tra cui il Razzetti. Anche il tasso di tumori e disfunzioni alla tiroide rimane molto sopra la media. Alcuni studi su ex lavoratori dii alcune industrie Bresciane ne hanno riscontrato alte percentuali di PCB e PCDD nel sangue. (Occupational exposure to PCDDs, PCDFs, and DL-PCBs in metallurgical plants of the Brescia (Lombardy Region, northern Italy) area Chemosphere, Volume 166, January 2017, Pages 418-421
R. Miniero, A.M. Ingelido, A. Abballe, A. di Domenico, S. Valentini, V. Marra, P.G. Barbieri, S. Garattini, F. Speziani, E. De Felip

Oltre a voler denunciare nuovamente questa condizione, il wall drawing vuole più che altro parlare delle possibili tecniche di bonifica dei terreni inquinati, con piante e altri processi naturali.

In particolare mi sono basato sulla ricerca condotta dal CNR-REMIDA (Remediation, Energy production and Soil Management) sulle diverse specie di piante, che riescono a scomporre inquinanti come metalli pesanti e molecole di PCB. (Prima di realizzare l’opera mi sono confrontato anche con una delle autrici dell’articolo scientifico.)

Questi studi di Phyto-remediation insieme a quelli di Mycoremedian, depurazione con i funghi, sono stati il maggior elemento di ispirazione per la creazione del concept del lavoro.

(Diverse specie di Pioppi e di Salici, sembrano avere buone capacità nel trattamento del PCB e anche piante come la Canapa Sativa, che recentemente si è rilevata molto performante per la rimozione sia di metalli che di inquinanti organici come il PCB, non a caso è stata piantata in forma estensiva anche nei terreni adiacente all’acciaieria ILVA a Taranto. Delle azioni negli ultimi anni sono già state intraprese anche a Brescia, l’ERSAF, l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alla Foresta, incaricato per la messa in sicurezza e la bonifica del Sito inquinato Brescia-Caffaro, sta anche sperimentando tecniche di bio-remediation.)

Il dipinto murale vuole celebrare tutte queste ossidazioni e trasformazioni, chimiche e fisiche, ad opera delle radici delle piante, dei batteri e dei funghi, in grado di ripristinare una situazione ambientale compromessa dall’attività antropica.
" [Andreco]


L’intervento di Andreco e l’intero progetto si configura come occasione per interagire con un quartiere e la sua storia e allo stesso tempo per ragionare in senso critico sull’idea di spazio urbano, considerandolo oltre che per il suo aspetto funzionale, anche come fine, generatore di significati e di relazioni. Il territorio che ospita il lavoro, diviene uno spazio da vivere e da fruire non solo da parte di chi lo abita, ma da parte di chiunque lo attraversi.

In occasione della fine dei laboratori e del periodo di permanenza dell'artista, il giorno 1 giugno 2017, alle ore 16, si tiene davanti al muro interessato un incontro aperto al pubblico cittadino.

L’associazione organizza, inoltre, un evento di chiusura serale, presso lo spazio Contemporanea (Brescia), in collaborazione con l'associazione VILLA, in cui viene presentata una retrospettiva video di documentazione dei lavori passati dell'artista Andreco e ospitate le performance sonore di Novo Line, musicista statunitense e Francesco Fonassi.


Articoli:
NERO MAGAZINE : A project in Brescia: Semplificazione di un Equipaggiamento Interno e Esterno

IL GORGO : Andreco – “PHYTOREMEDIATION” New Project in Brescia

[ENG]

In May 2017, the Cultural Association In Fact and In Fiction invited Andreco to design an urban art project that included a workshop course for young people, from the Istituto Vittoria Razzetti Onlus, Carmen Street and CFP Educo and the creation of a mural within the working-class neighborhood of Porta Milano.

Andreco, an environmental engineer and artist who bases his research on the relationship between urban space and natural landscape, moves between public art, performance and drawings, having developed an aesthetic characterized by symbols and iconic figures, in which nature and its transformations become the work itself.

The project was part of the initiative “E noi siamo la città,“ sponsored by the Istituto Razzetti and c.a.g. Carmen street. Participation was within the context of the competition “Città del noi,” organized by the Fondazione della Comunità Bresciana, in collaboration with the Comune di Brescia.
The project consisted of a series of workshops aimed at young people, led by In Fact and in Fiction in collaboration with Andreco, based on the theme of travel, a trait d’union that connects the different backgrounds and origins of the youth involved.
By taking inspiration from the fantastic and metaphysical itinerary of Mount Analogue by René Daumal, the project was constructed through the connecting threads of various elements: from the idea of an inner and outer journey, passing through reflections on signs, markings and iconic drawings, reaching the symbolic and essential imagery that characterizes the artist’s aesthetics.
The final result of the series of workshops was the creation of a collective mural, within the Istituto Razzetti, designed and executed by the participants.
The mural depicts the “silhouette” of a fantastic territory that changes in its hydrographic and geomorphological conformation, without interruption of borders and states. Icons, drawn by the teens, of their recalled travels float at mid-height in the skies that loom above this alternate landscape.
The result is the representation of an itinerary, starting from the mountains and arriving at the sea, that traverses through an abstract place, a “psycho map”, which can not be found in a geopolitical atlas, but only in the imagination of those who participated.

During this same period, the artist completed a mural along the wall of via Luzzago (Brescia), which drew inspiration from contemporary scientific research in the field of bioremediation techniques, the purification of polluted soils through the use of particular natural elements.

The painted wall is located within the Porta Milano neighborhood, a historic crossroads of the city, which in the early twentieth-century became its industrial heart and, as a result, a residential area of workers. The history of this area, particularly because of the Caffaro chemical plant, was marked by serious pollution problems that also affected other urban areas, turning Brescia into one of the most polluted industrial sites in Italy. Today, the factories are abandoned, but Porta Milano remains a popular and strongly multicultural neighborhood.
The wall that houses the artist’s work, Phyto-remediation, is part of the Istituto Razzetti’s protective wall which prohibits the young people from what lies on the other side: toxic soil contaminated with elements such as dioxins and PCBs for which a future reclamation work is envisaged.

Looking at the red brick wall, you immediately notice what’s behind it – big trees that stand at four times its height. What often strikes me about the place are the elements of nature. Just look up. By changing the visual trajectory, tilting the point of view to some degree, you see so much beauty.
From two different points of view, marked and positioned at both the beginning and the end of the wall – like two fires of an ellipse – you can see the painted trees in exact continuity with the real trees behind them.
The effect sought is that the painted tree continues into the real tree; the sensation is to break down the wall, or at least make it invisible. The (real) trees are the protagonists of this mural, as is often the case in my work, following the method I called Nature as Art, where the artistic endeavor tries to highlight a natural element and a transformation process of the matter.
In addition to the trees, you notice on the wall the development of some shapes from left to right, accompanied by chemical formulas. The forms undergo an imaginative transformation that draws inspiration from some scientific studies related to the “Bresciano case”, an emblematic case of environmental pollution (…)
The fact that the area was heavily polluted because of Caffaro and other industries in the territory is well known and categorically described by different studies such as the one conducted by Marino Ruzzenenti, an expert in the industrial history of the city.
In addition to wanting to, once again, denounce this condition, the mural wants more than anything else to talk about the possible reclamation techniques of polluted soils, plants and other natural processes.
In particular, I focused on the research conducted by the CNR-REMIDA (Remediation, Energy Production & Soil Management) on various plant species, which are able to disintegrate pollutants such as heavy metals and PCB molecules.
These Phyto-remediation studies along with those of Mycoremediation – mushroom purification – were the most inspiring elements in the creation of the concept of the work.
The mural wants to celebrate all of these oxidations and transformations, both chemical and physical, brought about by plant roots, bacteria and mushrooms, which are capable of restoring an environmental situation compromised by anthropic activity.

The collaboration with Andreco both singularly and within the workshops created an opportunity to interact with a neighborhood and its history, while at the same time to think critically about the idea of urban space. Beyond its functional aspect, it can also generate meaning and relationships; the area where the work is located becomes a space to live in, to be enjoyed, not only by its inhabitants, but by anyone who comes across it.

At the end of the artist’s stay, In Fact and In Fiction, in collaboration with it’s sister association, the VILLA, held a closing event at the Spazio Contemporanea gallery (Brescia). The evening featured a video retrospective of Andreco’s past works and sound performances by American musician Novo Line and Brescian musician Francesco Fonassi.
Novo Line (US / Berlin) is the solo project of Nat Fowler, former Oxes guitarist (Baltimore rock math group), inspired by the automated imagery of slot machines (from which the project takes its name).
Through the deliberate misuse of software dating from the 1989 and with only one megabyte of RAM, an Atari ST personal computer becomes a live tool; MIDI signals are randomly generated, creating a set of variable parameters that trigger synthesizers.
Using the pre-packaged, flat and banal sounds, typical of the 1980’s golden age of production, Novo Line transforms them into a live performance. For this occasion, he lent himself to a long and lucid sonic diffusion, consisting of futuristic sounds of archaic machines, which mark time through Pythagorean scales and algorithmic calculations of electronic drives.
Francesco Fonassi is a visual artist, composer and sonic researcher.
On this particular occasion he brought forth a hybrid set featuring a modular synthesizer and a small selection of discs ranging from 20th century contemporary music to the Italian psychedelic scene of the early 1900’s.

The mural can be found along the wall of via Luzzago, and then continuing at Ist.Vittoria Razzetti, via Milano 30, Brescia.