“L'Erba Cativa (l'an mor mai)”
Performance collettiva diretta da Andreco e la compagnia teatrale Motus.
Santarcangelo dei teatri 2015
A cura di Silvia Bottiroli

“L'Erba Cativa (l'an mor mai)”
Performance collettiva diretta da l'artista Andreco e la compagnia teatrale Motus per Santarcangelo dei Teatri 2015

“L'erba Cativa (l'an mor mai)” è una performance collettiva che trae ispirazione da alcune immagini e parole intramontabili, per la loro carica sovversiva, dall' Orestea di Eschilo ed in particolar modo dalla figura delle Erinni Furiose, “quella prole funesta della notte” che simboleggia anche la indomabilità della natura selvaggia. Figure ribelli e difficili da incasellare. Presenze enigmatiche e misteriose come sono stati i performers della parata che hanno fatto irruzione nel centro del Festival di Santarcangelo 2015, sabato 18 luglio.
Pasolini in “Appunti per un'Orestiade africana” associa le Furie o Erinni agli enormi alberi, scossi dal vento, della foresta africana,.
“Le Furie sono irrappresentabili sotto l'aspetto umano e quindi deciderei di rappresentarle sotto un aspetto non umano. Questi alberi, per esempio, perduti nel silenzio della foresta, mostruosi, in qualche modo, e terribili. La terribilità dell'Africa è la sua solitudine, le forme mostruose che vi può assumere la natura, i silenzi profondi e paurosi. L'irrazionalità  è  animale.  Le  Furie  sono  le dee del momento animale dell'uomo”*
Partendo da questa metafora Andreco ha disegnato i simboli e tutta l’iconografia della parata “L’erba cativa”, interamente allestita durante il workshop Go Deep, coordinato con Motus, presso l'ex cinema Astoria di Rimini, a fine giugno. Go deep è stato un intenso percorso partecipato, articolato in dieci giorni di lavoro collettivo, che ha coinvolto trentacinque ragazzi e ragazze per lo più appartenenti al territorio Romagnolo e provenienti da vari ambiti artistici. Una esperienza indelebile che ha generato la nascita di un nuovo collettivo d’artisti “Godeepers”, che continueranno ad agire autonomamente sul territorio, anche in prospettiva della riapertura dell’ex Cinema a Rimini, chiuso da 10 anni.
La parata è iniziata nel Parco dei Cappuccini, con lo scuotersi delle fronde degli alberi e dei cespugli (biancospini spontanei e pioppi) per concludersi nello Sferisterio della città di Santarcangelo dopo aver attraversato tutto il centro storico. La parata crea un legame immaginario tra lo spazio naturale (il boschetto del parco dei cappuccini) e il centro della città (il lastricato di piazza Ganganelli). Tutto il percorso è stato accompagnato da una colonna sonora noise sperimentale, alternata a vari cut up di testi e registrazioni di suoni della natura, composta dai musicisti del collettivo e trasmessa da 4 diffusori portatili auto-costruiti. Ci sono state varie soste, con performance fulminee: tra queste la “presa del Campanone” della città sul quale sono stati issati due stendardi con raffigurati rami neri di cespuglio e una foglia incrociata con un coltello, come “nuove armi naturali”. Il misterioso corteo ha raggiunto Piazza Ganganelli per creare una potente immagine collettiva connessa all’installazione “biancospino Illegale”: un treppiedi che sospende nell'aria una nuvola verde formata da alcune piante di biancospino, pianta autoctona per cui recentemente è stata severamente vietata la messa a dimora perchè portatrice di un virus chiamato “colpo di Fuoco” che danneggia le piante da frutta (peri, meli, peschi) per cui si è ottenuta una deroga sulla legge per i soli 10 giorni del festival. In questo modo la parata ha unito simbolicamente questa pianta illegale e bandita, con le sue sorelle che, paradossalmente, crescono spontaneamente a poca distanza nel bosco dei cappuccini. All'arrivo allo sferisterio l'atto finale della performer Ondina Quadri è stato quello di bruciare una bandiera delle venti dipinte da Andreco, raffigurante una nuvola. La nuvola in fiamme, fra le sonorità crescenti, accompagnava le ultime parole della parata: una citazione dall’Orestea tradotta da Pasolini.
Come spiegare che abbiamo rotto la catena che fa del Passato fonte di certezza,
La certezza di cui siamo sazi e insaziabili
La certezza che dal fondo dei secoli dà ragione di essere ad ogni istante atto della città;
La certezza che ci salva dallo scandalo…
Una certezza che si nutre di viltà, mediocrità e ferocia.
Ma a che serve una certezza fondata sul terrore?”**

“Voi non ci avrete mai!”

Hanno partecipato a Godeep: Damiano Bagli, Simona Baro, Emiliano Battistini, Lucia Benegiamo, Carlotta Borasco, Iolanda Di Bonaventura, Viola Domeniconi, Julia Filippo, Francesca Fioraso, Diego Giannettoni, Francesca Giuliani, Kage, Biagio Laponte, Ileana Longo Goffo, Mattia Guerra, Valentina Marini, Francesca Macrelli, Federico Magli, Beatrice Monti, Filippo Moretti, Lucia Mussoni, Sara Oliva, Gianluca Panareo, Ondina Quadri, Caterina Paolinelli, Elena Ramilli, Sofia Rossi, Maria Giulia Terenzi, Michela Tiddia, Valentina Zangheri, Martina Zena.
L'audio della parata prodotto dai musicisti presenti nel workshop è un' insieme di ricerca sonora sperimentale, musica concreta e registrazioni di voci e suoni della natura fatti risuonare in città. L'audio è stato diffuso tramite degli impianti portatili sperimentali autocostruiti. L'audio è stato successivamente racconto in un album on-line dal nome [ GoDEEP [WHERE LIGHT AND DARKNESS CLASH]

*12. P.P. PASOLINI, Appunti per un'Orestiade africana, in Pasolini per il Cinema, cit, vol. I, p.1183.
** P.PASOLINI ORESTEA di ESCHILO

[Eng]
“L'Erba Cativa (l'an mor mai)” 
  (Bad grass never die)
Collective performance directed by artist Andreco
and theatre company Motus for Santarcangelo dei Teatri 2015
 
“L'erba Cativa (l'an mor mai)” is a collective performance that draws inspiration from some timeless images and words, timeless because of their subversive power. These come from Aeschylus's Oresteia, and especially from the figures of the Furious Erinyes, “those baleful children of the night” that symbolize the impossibility of taming wild nature. Rebellious figures difficult to categorize. Presences as enigmatic and mysterious as the performers of the parade that burst into the Santarcangelo Festival 2015, on Saturday July 18th. 
Pasolini in his “Notes Towards an African Orestes” links the Furies or Erinyes with enormous trees, shaken by the wind in the African forest. 
“But the Furies are unrepresentable under a human aspect and so I would represent them under a non human aspect. These trees, for instances, lost in the silence of the forest, monstrous, in some way, and terrible. What makes Africa terrible is its solitude, the monstrous forms that nature can take. The deep and scary silences. Irrationality is animal. The Furies are the goddesses of the animal moment of man.” *

Starting from this metaphor, Andreco drew the symbols and the whole iconography of “L'Erba cativa” parade, which was fully set up during the Go Deep workshop coordinated at the end of June at the Astoria ex-cinema in Rimini with Motus . Go Deep was an intense participative process articulated around ten days of collective work; thirty-five young people involved in various artistic fields, most of whom living in the local or nearby territory, took part in it. An unforgettable experience that has led to the birth of a new collective of artists, “Godeepers”, who will continue to work independently in the region, also in anticipation of the reopening of the Rimini ex-cinema, that has been closed for 10 years. 
The parade started at Parco dei Cappuccini, with the shaking of leafy tree branches and bushes (spontaneous hawthorne and poplars), and finished, after going through the whole city center, at the Sphaeristerium of the city of Santarcangelo. The parade creates an imaginary bond between the natural space (the green space of Parco dei Capuccini) and the city center (the paved Piazza Ganganelli). The whole walk was accompanied by an experimental noise soundtrack, in alternation to fragments of texts and recordings of sounds of nature, composed by the musicians of the collective and played by 4 portable self-constructed PA systems. There were several stops, with lightning-like performances; among them, the “capture of the Campanone”, on which were flying two banners showing black bush branches and a leaf crossed by a knife as “new natural weapons”. The mysterious procession reached Piazza Ganganelli to create a powerful collective image connected to the “Illegal Hawthorne” installation: a tripod suspending in the air a green cloud made with hawthorne. This indigenous plant has recently been prohibited from being planted in the ground as it is a carrier of a virus called “Fire blow” that damages fruit trees (pear, apple, peach trees). For the installation at the festival, the company had to obtain a special 10-day permission. This way, the parade symbolically linked this illegal and banned plant with its sisters that, paradoxically, grow spontaneously not too far in the Cappuccini forest. At the arrival at the Sphaeristerium, the final act of performer Ondina Quadri was to burn a wind flag painted by Andreco, representing a cloud. The burning cloud, among the growing sounds, accompanied the last words of the parade: a citation from the Oresteia translated into Italian by Pasolini. 
“How to explain that we have broken the chain that makes the Past a source of certainty, the certainty of which we are full and insatiable
The certainty that, from the bottom of centuries, gives the reason to exist in every instant act of the city; the certainty that saves us from scandal...
A certainty that feeds on cowardice, mediocrity and brutality.
But what is the point of a certainty founded on terror?”**

“You'll never have us!"

*12. P.P. PASOLINI, Appunti per un'Orestiade africana,
in Pasolini per il Cinema, cit, vol. I, p.1183. - English transl. Nerina Cocchi
** P.PASOLINI AESCHYLUS'S ORESTEIA – English transl. Nerina Cocchi

www.andreco.org
www.motusonline.com
http://santarcangelofestival.com

Press:

Foto Gallery su La Repubblica Biancospino Illegale e Parata

L'Erba Cativa su Gorgo Magazine

L’Erba Cattiva Non Muore Mai: intervista ad Andreco sul lavoro svolto durante l’ultimo Santarcangelo Festival. da Frizzi Frizzi

Article on Juxtapoz: "Erba Cativa" Collective performance


“L'Erba Cativa (l'an mor mai)” (Bad grass never die) Performance directed by Andreco and Motus - from andreco on Vimeo.

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